Il 29-04-2020 è stata rilasciata una circolare con oggetto: Indicazioni operative relative alle attività del medico competente nel contesto delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2 negli ambienti di lavoro e nella collettività”.

Questa pubblicazione ha lo scopo di indicare quelli che sono i principali obiettivi esplicitati nel “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2 negli ambienti di lavoro” sottoscritto il 14 marzo 2020 con integrazione e modifica del 24 aprile 2020 (di seguito “Protocollo”) e nel ““Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione” approvato il 9 aprile 2020 – ovvero:

  1. la Tutela della salute e della sicurezza del lavoratore
  2. la tutela della collettività

Il medico competente assume così un ruolo cardine e più ampio rispetto all’ordinarietà delle sue funzioni, confermandosi come “consulente globale” del datore di lavoro.

La loro interazione insieme alla collaborazione con gli RLS/RLST contribuirà al miglioramento dell’efficacia delle misure di prevenzione e contenimento specifiche per le differenti tipologie di attività produttive e logistiche aziendali.

Portare avanti in modo continuativo la sorveglianza sanitaria – “insieme degli atti medici, finalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori, in relazione all’ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa” – diventa così uno degli strumenti più importanti per la prevenzione e protezione, garantendo, dove è possibile e nel pieno rispetto delle norme di igieniche di sicurezza, le visite mediche, privilegiando:

  • la visita medica preventiva, anche in fase preassuntiva;
  • la visita medica su richiesta del lavoratore;
  • la visita medica in occasione del cambio di mansione;
  • la visita medica precedente alla ripresa del lavoro dopo assenza per malattia superiore a 60 giorni continuativi.

Il medico competente dovrà essere coinvolto anche nell’informazione/formazione dei lavoratori sul rischio di contagio da COVID-19, soprattutto per scongiurare fake news.

Gli aspetti più importanti legati all’informazione comprendono:

  • l’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37,5°) o altri sintomi influenzali (tosse, difficoltà respiratorie) mettendone al corrente il proprio medico di medicina generale;
  • l’obbligo di comunicare eventuali contatti con persone positive al virus avuti nei 14 giorni precedenti, rimanendo al proprio domicilio secondo le disposizioni dell’autorità sanitaria;
  • l’obbligo di avvisare tempestivamente e responsabilmente il datore di lavoro o il preposto dell’insorgere di qualsiasi sintomo influenzale, successivamente all’ingresso in azienda durante l’espletamento della prestazione lavorativa, avendo cura di rimanere ad adeguata distanza dalle persone presenti;
  • l’adozione delle misure cautelative per accedere in azienda e, in particolare, durante il lavoro.

Nel suo ruolo di medico competente dovrà inoltre supportare il datore di lavoro nell’integrazione della valutazione dei rischi dell’azienda, al fine di garantire la prevenzione e il contenimento delle possibili infezioni.

Per aiutarci a comprendere meglio quali siano le difficoltà principali emerse nello svolgimento del lavoro di un medico competente con l’introduzione di questa circolare, abbiamo posto alcune domande a Paolo Alleva direttore di Health Research SRL Medicina del Lavoro e nostro collaboratore, questo è quello che è emerso:

“La sfida è quella di favorire la comunicazione fra noi i datori di lavoro e le varie ATS, in quanto, il protocollo è unico, ma per ogni ATS abbiamo delle direttive differenti da identificare e mettere in atto per la salvaguardia della salute dei lavoratori.

Un punto critico è il censimento dei lavoratori sani, asintomatici o che potrebbero essere venuti in contatto con persone affette dal virus, perchè, se per i guariti abbiamo i referti del servizio sanitario di provenienza, per tutti gli altri non ci sono ancora degli strumenti efficienti adatti allo scopo.

Di grande importanza resta pertanto la tempestività con la quale il datore di lavoro entra in contatto con il medico competente per essere supportato nel più breve tempo possibile in tutti quegli aspetti di prevenzione, sicurezza e contenimento specifici per la sua tipologia di azienda”.